The filmosopher's diary

the official blog of Emiliano Montanari

Monthly Archives: January 2013

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DOMANDA: Matthew Modine, protagonista del suo ultimo lavoro, è dai lei inquadrato come chiave di volta per rileggere e offrire uno degli aspetti più crudi, sconvolgenti, ma decisamente tangibili della nostra attualità, il dualismo tra realtà e reality-show, pertanto, di fronte a questo potente specchio del vero che è Modine, la mia curiosità è sapere il suo personale pensiero “del e sul” dualismo e, in particolare, il messaggio che a tal riguardo la sua opera vuole dare, e la sua finalità di fondo?

EMILIANO MONTANARI: Questo dualismo realtà/Reality,  uomo/attore, questa scissione dell’homo spectaculi’ costantemente prodotto e riprodotto dalla macchina mediatica che noi stessi alimentiamo, è la questione centrale per noi – ora. E’ l’unica forma di vita separata e sdoppiata che ci è possibile vivere oramai. Non credo nei messaggi e non mando messaggi, piuttosto mi pongo delle questioni che cerco di analizzare e di capire più profondamente possibile; e quella del nuovo dualismo prodotto dai media è la questione delle questioni, quella più misteriosa e inquietante. E’ evidente che la nascita della fotografia, poi del cinema e delle ‘tele-visioni’ ha  innestato un escalation duale spettacolare che sta operando una vera e propria mutazione antropologica. Mutazione che non sappiamo ancora cosa produrrà, certamente un superamento dell’umano,  come lo abbiamo conosciuto sino ad ora. Niente è solo negativo o positivo, e questo processo, questa mutazione che stiamo vivendo  contiene certamente entrambi i poli. ‘Full Metal Joker’ è un prologo teoretico a un progetto più ampio che sto per sviluppare sul tema chiave.

DOMANDA: Introducendo la visione, in anteprima mondiale, di Full Metal Joker, lei si è rifiutato di ascriverlo alla categoria dei video e dei documentari, escludendo anche la definizione di film, per prediligere quella di movie, in quanto con esso “si rappresenta un movimento”, per l’esattezza racchiude immagini e testi “che muovono il pensiero”, per dirla in una sola parola, si tratta di “filmosofia”, il nuovo ramo nato dal tronco centrale dell’albero-cinema, ci può spiegare meglio questo concetto, e, di rimando, ci può dire cos’è per lei il cinema?

EMILIANO MONTANARI: Si infatti, come Fellini – detesto il concetto di documentario – concetto ultra-ideologico che implica la separazione tra sistemi di realtà e finzione (entrambi costruzioni simboliche ideologiche appunto); mentre film si riferisce al supporto, alla pellicola che non esiste più. ‘Movie’ invece contiene la potenza di un energia ancora misteriosa che ha messo in movimento ciò che definiamo realtà, il ‘cinematismo’.  Con la nascita della fotografia una nuova forma automatica di intelligenza artificiale, di pensiero si è messa in movimento dando vita al cinema e poi alla televisione e adesso internet e le reti videotelefoniche complesse fino ai supercomputer ottici che sembrano chiarire il processo avviatosi più di un secolo fa con le nuove tecnologie visive. E’ oramai evidente a chi è capace di vedere, che questa potenza cinematica pensante sta sviluppando qualcosa che noi non possiamo comprendere e neppure immaginare al momento. Una forma che prepara il nostro stesso superamento di umani. Per questo forse mi viene da sorridere quando sento qualcuno dichiarare il suo amore per il cinema o internet… non sanno che cosa amano… noi oggi non possiamo sapere che cos’è il cinema, lo capiremo solo in futuro, quando ne verificheremo gli effetti. Quello che mi sembra facile anticipare è che il cinema è solo il prototipo di quel  dispositivo che prenderà il posto di ciò che oggi chiamiamo realtà.

DOMANDA: Adesso che per noi ha meglio dipanato i concetti di filmosofia e di cinema, può svelarci quale saranno i suoi prossimi passi su tali percorsi espressivo-comunicativi, quali i suoi prossimi progetti?

EMILIANO MONTANARI: Ogni mio progetto è un attentato e una verifica dell’evoluzione di questo impressionante dispositivo automatico ipermediatico che si sta sviluppando tramite noi. Il mio prossimo progetto sviluppa in maniera più compiuta questa tesi contenuta in Full Metal Joker.

(dall’intervista aIl Pendolino – Dicembre 2012)

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