The filmosopher's diary

the official blog of Emiliano Montanari

TSNY (they saw nothing yet)

Ne scrivo a freddo della super free jam TSNY al Raum. e non è facile. perchè le quasi 3 ore live sono state solo la punta invisibile del piu folle degli eyes-berg (o iceberg che dir si voglia). Il vero cuore della super-jam “per tutti e per nessuno” è accaduto prima. nel riuscire a sviarsi a vicenda. eludersi nelle idee – progetti – spunti – visioni – essere fisicamente io ghezzi e vascellari tutti e tre li a bologna a mezzanotte. un miracolo vero. tentato da almeno 3 anni in vari punti del pianeta e mai riuscito. un appuntamento impossibile col perfetto fuori sinc. quello del disvelamento del ri-esserci. quello del destino. È impossibile ripeto ricostruire le telefonate folli – i buchi – le imboscate audiovisive – emozionali e esistenziali – i voli persi e presi … Ghezzi in ospedale a Parigi a poche ora dalla performance – Nico lost in Madrid – il panico degli amici di Raum Xing – il mio distacco pre-socratico… da direttore di orchestra sordo cieco a rincuorare tutti sul catastrionfo annucianto e in imminente arrivo. Sempre cercando di bucare l’inevitabile pre-registrazione di ogni evento (se pur il piu imprevedibile).
Ecco – quella performance senza rete e senza pubblico che abbiamo sperimentato nel pre-evento è – ripensandoci – sublime. A poco vale cercare di spiegare dettagli chiave come l’atto di volontaria auto-crudeltà post-sadomasochista di Ghezzi che stacca di prendere le medicine del suo mal sacro  – arrivando a mezzanotte stramortito, tremante e afono – disconnesso – la mente e il corpo separati e incomunicanti in un esperimento lancinante e insopportabile che praticamente nessuno ha potuto davvero cogliere se non nelle sue risultanze performative. Ghezzi che cercava di parlare (soprattutto al suo corpo) ma non riusciva a emettere suono… e così si rivolgeva a me medium cieco che avrebbe dovuto cercar di leggere il labiale sconnesso e muto di lui che stava improvvisando come jazzista dell’anima sul dissidio scontro di disfuzionamenti tra il suo corpo e la sua mente. oltre ogni dualismo. trascendendo. trascendendosi. una cosa abbastanza enorme. culminata in un titanico sforzo di arrampicamento sulla scala poggiata allo schermo per salire come King Kong sull’immagine proiettata del grattacielo di Hong Kong. di connettersi con quel punto di visione fluttuante. la ripresa del drone della polizia cinese che filmava i manifestanti di Hong Kong di queste ore. Un ripresa apocalittica. Sublime. mai vista.  il controcampo dell’era Facebook dello studente cinese che ferma il carro armato di piazza Tienammen. il mio (nostro) film piu bello di sempre. il film piu bello degli ultimi 20 anni almeno. ma assieme all’uscita degli operai dalla fabbrica dei fratelli Lumiere il piu potentemente apocalittico della storia delle immagini in movimento, Un pezzo di cinema totale e fatale – super video arte inconsapevole (per questo ancora piu enorme) montato dalla polizia. ritrovato, craccato – ripalleggiato remakato e rigiocato da me-noi  in dissolvenza incrociato con (la musica dei Popul Vuh della) scena finale della zattera delle scimmie di Aguirre di Herzog. Non un semplice video e neppure un semplice film… ma il titanico – Apocalittico selfie sel-film globale del giorno finale dell’umanità. visto filmato dall’occhio di tutti e di nessuno. Capolavoro terrificante. Ecco che la nostra improvvisazione totale ostentata e cercata allo spasimo – di uscire da quel super-frame titanico risultava fin troppo prevista – pre-registrata – pre inquadrata da questo super occhio fluttuante che tutto vede e tutti-tutto ingloba e sorvola. Un grandissimo Vascellari ha sfondato ampiamente l’ultimo degli schermi andando a bersi un sorso al bar – ma la battuta piu folgorante è stata quella di congedo finale di Ghezzi che dopo aver preso la sua pillola magica ha ripreso voce e sussurrato “la prossima volta improvvisiamo di piu” .  POETA. (c’è poco di oltre al tempo presente…)

EMIM2014

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