The filmosopher's diary

the official blog of Emiliano Montanari

(my) FILMOSOPHIC ATLAS

Il (mio) Atlante filmosofico:

IL FILM DEI FILM. Il Film Assoluto. Questo era già l’obiettivo del mio titanico progetto MNEMOCYNE (100Cinema o Le Cinemneme) dedicato ai 100 anni del Cinema. La mia svolta filmosofica. Il mio primo vero progetto coscientemente “filmosofico” che mi ha condotto all’utilizzo radicale (e allo stesso tempo superamento) del Cinema come strumento chiave di testimonianza della verità. Il progetto, la straordinaria odissea personale che mi ha cambiato la vita radicalmente. psicogeograficamente, portandomi in giro per il mondo due anni per farmi infine stabilire a Los Angeles. che mi ha cambiato esistenzialmente, rendendomi padre di Asja e intellettualmente, trasformandomi definitivamente in “filmosofo”.

Era la fine del 1993 quando esposi fumosamente il progetto all’imprevedibile Rondi (presidente della Biennale del tempo) che mi aveva assecondato con interesse e timore per l’ambizione e i costi. Un progetto titanico, post-balzachiano, trans-hegeliano già nel working title presto abbandonato: La Recherche dell’Absolù (rimasto tale fino al decisivo incontro con Emanuele Severino che ne evidenziò i paradossi hegeliani). Progetto che non poteva che rimanere incompleto, interminabile e quindi solo a baluginare a frammenti sparsi durante la Biennale 1995 diretta da Pontecorvo e alla Berlinale. e in altre occasioni hollywodiane. Alla fine di quei 3 anni di collaborazioni, brainstorming. scritture, filmaggi e infinite conversazioni e cortocircuiti con i cineasti, i filosofi e gli artisti piu geniali degli ultimi decenni è rimasta una costellazione di materiali eterogenei e informi. Da Godard a Malick da Debord a Gilles Deleuze e Severino fino a Lynch, Bertolucci e tanti altri – fino all’impossibile Kubrick. Una costellazione di collegamenti infiniti e invisibili, che sto riesumando e riportando alla luce. Un atlante di immagini al di là del vero e del falso , animate dal misterioso phatos, il cui unico rimando possibile è con il Bilder Atlas warburghiano. Ora per quei misteri del destino due delle più importanti entità filosofiche mondiali mi chiedono di ricomporne il puzzle in un Atlante filmosofico.

È dai miei undici anni, da quando mio padre mi portò a vedere in sequenza Solaris di Tarkovsky e 2001 Odissea nello spazio di Kubrick che il mio interesse radicale non è per la filosofia o il cinema in sé. Filosofia, Arte, Cinema, Scienza, Religione, Politica, Economia sono fedi, interpretazioni di quella forma di fede che è l’umano – che mi sono interessate pochissimo in sé, cioè nelle loro forma, stile, estetica e espressione. Non mi è mai interessato davvero misurarmi con gli stili, raccontare storie o esprimermi. La maggior parte di coloro che si ritengono umani si dedica a queste fedi con genuina, onesta malafede (cioè incoscienza), davvero interessati, catturati da queste forme come senso – come creazione di senso. questo atteggiamento mi è da quasi subito apparso patetico.

Per questo mi è difficile ricostruire ora come sono arrivato a questa straordinaria odissea di due anni, che mi ha cambiato radicalmente. sviluppata e prodotta da solo – con il contributo a distanza di alcuni complici tra i quali enrico ghezzi e Alessandro Camon che a Los Angeles aveva appena lasciato Penta America per il mitologico Edward Pressman. Poi, dopo un intensissimo incontro nella sua casa romana di Lungara, si era aggiunto anche un titubante Bernardo Bertolucci, affascinato soprattutto da me, più che da quel progetto che gli sembrava folle e irrealizzabile ma per il quale mi propose di cominciare uno scambio a distanza di video lettere (in quel periodo erano esplose le handycam e lui ne era particolarmente sedotto). Ma erano Gilles Deleuze e Guy Debord i due che erano entrati nel cuore di quella questione e che cercai di coinvolgere per primi

In queste ultime ore ho cercato di ricostruire mentalmente e attraverso i documenti conservati quell’incredibile viaggio iniziatico che mi ha condotto attraverso luoghi mitici del Cinema, festivals, studios e set fino alla capitale dell’impero del Cinema – Los Angeles. Le telefonate interminabili con Bernardo, Carmelo Bene, Mario Schifano, Jean-Marie Straub (tra i piu giustamente resistenti irriducibili al concetto di Assoluto) i fax (l’email dell’epoca) con frammenti di idee e soggetti scambiati con mezzo mondo – da Bowie a una Leni Riefensthal – dispersa nelle sue immersioni africane, William Burroughs (che avevo già contattato per il mio film su Warhol) con Enrica Fico per l’oramai incomunicante Antonioni. Il labirinto di viaggi, da Venezia a Cannes a quel festival di Berlino, che mi rivelò e fatto conoscere Bela Tarr, Sokurov, Amos Gitai e soprattutto reincontrare Werner (Herzog) che detestava l’idea stessa di Assoluto, ma che ne perseguiva un contatto indicibile tramite l’estasi. A Parigi, ( passando da Rolle per Godard che era invece proprio affascinato dall’ipotesi hegeliana e hollywoodiana di una possibile produzione Pressman a Hollywood…) con l’amabile Philip Garrel (stupendo il suo soggetto scritto e inviatomi di getto) e il geniale Zulawski, ma soprattutto per Deleuze già molto malato. Un escalation che a new york mi ha fatto attraversare l’underground mitico da Stan Brakhage e Jonas Mekas e poi Abel Ferrara e Scorsese (già visitato pochi anni prima assieme a Lorenzo Miglioli) – con il vero obiettivo di seguire le orme dell’impossibile Malick, disperso da due decenni chissà dove, ma misteriosamente riapparso grazie a amici lynchani. E quindi proprio Lynch (al culmine della popolarità mondiale twin peaksiana) che voleva lo spazio piu grande per filmare un sogno che lo inquietava, e Coppola (al quale dovevo sembrare un pò Martin Sheen Willard a caccia di Kurtz della sua Apocalyspe) e poi l’amatissimo Welles, con la sua ultima, leggendaria, maledetta e mai completata Other side of the wind, di cui Oja Kodar mi fece vedere molte rushes. E ancora Skolimowski, Douglas Trumbull che proponeva il formato gigante Imax per il progetto e tanti, tanti altri cineasti e filosofi in un crescente intrico di trame, personaggi, sogni, visioni.

Non sono ancora riuscito neanche a ricostruire il 30% gli incontri, le persone, le ipotesi e i materiali scaturiti da questo progetto, che dopo piu di un anno di lavoro già si era già espanso borgesianamente oltre la mappa di ciò che chiamiamo mondo… E non sono quindi mai riuscito a completare il progetto (era letteralmente infinito)

Ma con Agamben, penso che l’unica biografia – quella più profonda e interiore – che potrebbe avere un senso è quella che segue le cose, gli eventi e i progetti irrealizzati e mai terminati. Quella Recherche (come mi ha fatto ben comprendere Severino) era semplicemente impossibile, quindi interminabile. Ma come ho capito in seguito, il vero, meraviglioso compimento di quella folle odissea filmosofica è stata la nascita a Los Angeles di Anastasia. Mia figlia.

Non gliel’ho mai detto ma… è proprio lei ciò che di davvero meraviglioso quell’odissea ha portato alla luce.

Emiliano Montanari (Roma – 2 Ottobre 2020)

(My) Filmosophical Atlas:

THE FILM OF FILMS. The Absolute Film. This was already the goal of my titanic MNEMOCYNE project (100Cinema or Le Cinemneme) dedicated to 100 years of cinema. My filmosophical turn. My first real consciously "filmosophical" project which led me to the radical use (and at the same time overcoming) of cinema as a key instrument of witness to the truth. The project, the extraordinary personal odyssey that changed my life radically. psychogeographically, taking me around the world for two years to finally settle in Los Angeles. that changed me existentially, making me father of Asja and intellectually, transforming me definitively into a "filmosopher". 
It was the end of 1993 when I smoky exposed the project to the unpredictable Rondi (president of the Biennale of the time) who had indulged me with interest and fear for ambition and costs. A titanic, post-Balzacian, trans-Hegelian project already in the soon abandoned working title: La Recherche dell’Absolù (which remained so until the decisive meeting with Emanuele Severino who highlighted the Hegelian paradoxes). A project that could only remain incomplete, interminable and therefore only glimmering in scattered fragments during the 1995 Biennale directed by Pontecorvo and at the Berlinale. and on other Hollywodian occasions. At the end of those 3 years of collaboration, brainstorming. writings, films and endless conversations and short circuits with the most brilliant filmmakers, philosophers and artists of the last decades, a constellation of heterogeneous and shapeless materials has remained. From Godard to Malick from Debord to Gilles Deleuze and Severino to Lynch, Bertolucci and many others - up to the impossible Kubrick. A constellation of infinite and invisible connections, which I am exhuming and bringing to light. An atlas of images beyond true and false, animated by the mysterious phatos, whose only possible reference is with Warburg's Bilder Atlas. Now for those mysteries of destiny two of the most important entities of Cinema and Philosophy in the world ask me to reassemble the puzzle in a filmosophical Atlas.

It is since my eleven years, when my father took me to see Tarkovsky's Solaris and Kubrick's 2001 A Space Odyssey sequentially that my radical interest is not in Philosophy or Cinema per se. Philosophy, Art, Cinema, Science, Religion, Politics, Economics are faiths, interpretations of that form of faith which is the human - which are of little interest to me in themselves, that is, in their form, style, aesthetics and expression. I was never really interested in measuring myself with styles, telling stories or expressing myself. Most of those who consider themselves human devote themselves to these faiths with genuine, honest bad faith (i.e. recklessness), truly interested, captured by these forms as meaning - as the creation of meaning. this attitude almost immediately appeared pathetic to me.

This is why it is difficult for me to reconstruct now how I arrived at this extraordinary two-year odyssey, which changed me radically. developed and produced by myself - with the remote contribution of some “partners in crime” including enrico ghezzi and Alessandro Camon who had just left Penta America in Los Angeles for the mythological Edward Pressman. Then, after a very intense meeting in his Roman home in Lungara, a hesitant Bernardo Bertolucci was also added, fascinated above all by me, rather than by that project that seemed crazy and unattainable but for which he proposed me to start a remote exchange. of video letters (in that period handycams exploded and he was particularly seduced). But it was Gilles Deleuze and Guy Debord who had entered the heart of that matter and who I tried to involve first.
In these last hours, I have tried to reconstruct mentally and through the documents preserved that incredible initiatory journey that led me through mythical places of Cinema, festivals, studios and sets to the capital of the commercial Cinema empire - Los Angeles. The interminable phone calls with Bernardo, Carmelo Bene, Mario Schifano, Jean-Marie Straub (among the most rightly irreducible to the concept of the Absolute) the faxes (the e-mail of the time) with fragments of ideas and subjects exchanged with half the world - from Bowie to a Leni Riefensthal - lost in her African dives, William Burroughs (whom I had already contacted for my film on Warhol) with Enrica Fico for the now incommunicable Antonioni. The labyrinth of travels, from Venice to Cannes to that Berlin festival, which revealed and introduced me to Bela Tarr, Sokurov, Amos Gitai and above all to meet Werner (Herzog) who hated the very idea of ​​Absolute, but who pursued a contact with it  through ecstasy. In Paris, (passing from Rolle for Godard who was instead fascinated by the Hegelian and Hollywood hypothesis of a possible Pressman co-production in Hollywood ...) with the Philip Garrel (wonderful his written subject and sent to me immediately) and the brilliant Zulawski , but especially for Deleuze who was already very ill. An escalation that in new york made me cross the mythical underground from Stan Brakhage and Jonas Mekas and then Abel Ferrara and Scorsese  - with the real aim of following in the footsteps of the impossible Malick, missing for two decades who knows where, but mysteriously reappeared thanks to lynchan friends. And therefore Lynch (at the height of Twin Peaksian worldwide popularity) who wanted the largest space to film a dream that troubled him, and Coppola (to whom I must have looked a bit Martin Sheen Willard chasing Kurtz from his Apocalyspe) and then the beloved Welles, with his latest, legendary, cursed and never completed Other side of the wind, of which Oja Kodar showed me many rushes. And again Skolimowski, Douglas Trumbull who proposed the giant Imax format for the project and many, many other filmmakers and philosophers in a growing tangle of plots, characters, dreams, visions.

I haven't even managed to reconstruct 30% of the encounters, people, hypotheses and materials resulting from this project, which, after more than a year of work, had already expanded in a Borgesian way beyond the map of what we call the world ... I therefore never managed to complete the project (it is and was literally infinite)

But with Agamben, I think that the only biography - the deepest and most interior one that could make sense, is the one that follows unrealized and never finished things, events and projects. That Recherche (as Severino made me understand) was simply impossible, therefore interminable. But as I later learned, the real, wonderful fulfillment of that crazy filmosophical odyssey was the birth of Anastasia in Los Angeles. My daughter.

I never told her, but ... she is the truly wonder  that that odyssey brought to light.
                    
Emiliano Montanari          Rome, October 2nd 2020

Filiosopheme for my FATHER

This image for me (and I guess for anyone who knows and recognizes the two photos of me and my father at the same age of 20 merged into a Dadd-i) is shocking. a deep photo-genic experiment. no help from the A.I. - only pure photo-genetic descent. superposition. Many have told me about the strong resemblance between us (and our voice) but so I had to dream of it to understand it. And I chose it as an image of this "filiosopheme”" (a filmosopheme for my father) that I am completing. next April 2 will be the centenary of his birth. And I'll be the same age he was when he disappeared. even at the insistence of a great philosopher friend (but above all because I dreamed it entirely), I am completing this son's film. nothing historical biographical no. but the cross portrait of a father who becomes the son of his son. for this both FILIOS (sons). and not fathers.

Silvano, my father (and by now son) better known in the partisan chronicles as "the commander Maurizio" was a wonderful man. today, having met so many men around the planet, I can say the most righteous, selfless, idealistic and visionary I have ever known. one who gave his life to make others (and therefore himself) happy. one who has given himself completely. who has given us his resistance. who contributed to the writing of our Constitution. who lived a life dedicating it to the weakest and to others in general. I knew him relatively little, because he disappeared when I was little, but above all because as soon as we left the house together they kidnapped him immediately. a continuous thank him, hug and kiss him by the people of the cities where we lived and where he was Mayor, President and beloved leader. his proofs of love and dedication are legendary. his new coats just bought by my mother that he gave to the workers of Sesto San Giovanni in Milan, the clothes, the food, the money donated to the children of the Mantuan peasants eaten by rats, for the extreme poverty of the post-war period. whoever told me about it over time painted it to me as a sort of atheist and communist Jesus. and now that I am almost older than him when he disappeared (I will become him on his 100th birthday), and I feel him more like a son, I feel the need to give him this deep caress that will soon be complete.

Emiliano Montanari – Biografia

Emiliano Montanari (E M I M )

nasce nella casa dei nonni materni Apollonio e Maria a Piombino sulla Costa degli Etruschi durante una vacanza estiva, mentre in città Rossellini sta filmando “L’età del Ferro”. Terzogenito della giornalista veneziana e dirigente dell’Udi Iris Fortuna e del partigiano, politico e deputato comunista mantovano Silvano Montanari. Cresce nel fervido ambiente culturale familiare con le tre sorelle Ilina, Mira e Valentina tra arti e politica ma, sarà grazie alle scuole medie sperimentali che si avvicina al cinema con un primo filmino in super 8, nato dalla visita e da alcune lezioni di cinema tenute da Roberto Rossellini per gli operai delle acciaierie e gli studenti piombinesi. Decisiva la visione di 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick alla quale lo porta il padre a 11 anni, subito seguita da quella di Solaris di Andrej Tarkovsky, una doppia visione che ne segnerà la passione filosofico-cinematografica. Causa le condizioni di salute del padre Silvano la famiglia si trasferisce a Bologna per le cure. Pochi mesi dopo l’inizio del Liceo, la prematura morte del padre lo spinge in una profonda depressione che lo porterà a scoprire la psicanalisi e il pensiero di Jacques Lacan che assieme a quello di Guy Debord e Gilles Deleuze sarà decisivo per la sua formazione filosofica. Durante gli anni degli studi artistici a Bologna – nella quale arriva nell’autunno ancora politicamente caldo del 78 – ha modo di crescere culturalmente e moralmente anche grazie ad incontri con le figure più interessanti dell’arte e della cultura di quegli anni come Umberto Eco, Andrea Pazienza, Franco Berardi Bifo Ed è proprio nel clima bolognese del post 77 del disfacimento politico ideologico di quella stagione tumultuosa , che avrà modo di sviluppare l’anarca interiore e la passione per Filosofia e Cinema. L’ambiente dei cineclub e soprattutto della Cineteca di Bologna guidata da Vittorio Boarini e la conoscenza di tanto cinema e cineasti importanti come Godard, Straub-Huillet, Herzog, Lynch, Wenders, Tarkovsky etc. Decisivi saranno una lunga conversazione con Michelangelo Antonioni circa un primissimo progetto filmico mai realizzato e l’incontro con Carmelo Bene a spingerlo oltre il Cinema stesso. Altrettanto importanti nei primi anni 80 due incontri quello con il giornalista e scrittore Lorenzo Miglioli col quale condividerà una folle cavalcata di incontri, progetti e collaborazioni con alcune delle personalità più geniali da James G. Ballard a David Cronenberg, da William Gibson a Marvin Minsky, Timothy Leary , Jason Lanier, Werner Herzog col quale nasce un amicizia speciale – Martin Scorsese e Roberto Benigni, col quale proverà a sviluppare il progetto Rough People. Fondamentale l’ incontro e con il geniale critico e “ri-autore” cine-televisivo Enrico Ghezzi e con la sua teoria e prassi audiovisiva filosofico-cinematografica sviluppata in mitici programmi televisivi come Specchio Oscuro, Magnifica Ossessione, Fuori Orario, Blob – incontro e amicizia che spingono verso quel incontro profondo di cinematismo e filosofia che Montanari definisce come “Filmosofia.”
Sono gli anni dell’apparizione de L’Image Movement e l’Image Temps – i testi seminali dove il filosofo francese Gilles Deleuze esplicita come pensare l’impensato oggi non possa avvenire che attraverso il cinematismo dei nuovi media audiovisivi, e dove Guy Debord aggiorna la sua teoria e prassi Situazionista di disvelamento del potere e della mutazione spettacolare della società tramite le televisioni. L’incontro e l’amicizia con Ghezzi e con la sua “guerriglia audiovisiva” portata nel cuore della macchina dello spettacolo di stato la Rai radiotelevisione Italiana) che per Montanari incarna la nuova figura post-situazionista prefigurata da Debord, porterà al primo fantasmatico lungometraggio Videomancer /Videomante – prodotto con l’amico Claudio Caprara.
Ne film, Ghezzi più che recitare incarna se stesso, il filosofo-sciamano della nuova visione, manipolatore del video assieme ai due giovanissimi Alessandro Gassman e Francesca D’Aloja.
Amicizia e collaborazione quella con Ghezzi che sfocerà soprattutto in una serie di atti performativi live che dai primi anni 2000 si prolungano fino a oggi.

PERIODO   LONDINESE

Metà anni 80 Sono gli anni della Tatcher e dello scontro con i minatori del Kent , nelle cui miniere Montanari scende per un servizio fotografico per il magazine cult Frigidaire. L’ esperienza londinese si estende alla collaborazione con Rai International guidata da Sandro Paternostro, per la quale (e in particolare per il programma tv Mixer cultura di Giovanni Minoli) dirige e filma alcuni speciali con Derek Jarman, gli Smiths, Redskins e altre figure della scena artistica e culturale londinese. Sempre in questo periodo conosce lo scrittore James.G.Ballard col quale comincia a sviluppare una versione cinema del suo testo più sconvolgente e estremo Atrocity Exhibition. Sempre nel periodo londinese, mentre assieme a Lorenzo Miglioli scrive e sviluppa Magneto M , un film ispirato a Jan Curtis al cantate leader della cult band new Joy Division – scopre il libro della vita, il Finnegas Wake di Joyce che – continua a rileggere fino a oggi e domani.

PERIODO  NEWYORKESE

si trasferisce a New York per lo sviluppo del progetto di film Rough People, che è anche il tentativo di mettere insieme Roberto Benigni e Woody Allen. Durante questi mesi conosce Martin Scorsese e Paul Schrader che visita al loro studio attiguo a Manhattan. E’ a una proiezione di Blue Velvet di David Lynch che ha un incontro ravvicinato con Andy Warhol, al quale dedicherà la sceneggiatura del film Warhol , nel quale coinvolge per la co-scrittura William Burroughs e con David Bowie nella parte di Warhol. Di entrambi i progetti di questo periodo rimangono solo le sceneggiature e i materiali di sviluppo. Sempre in questo periodo rientrando in Italia da vita a una serie di progetti post-situazionisti, post-neo-avanguardia fantasmatici tra le quali Lapsus Cannibals e Filming Machine.

Si riavvicina a Carmelo Bene al quale propone la realizzazione di una versione riscritta per lo schermo del Baphomet da Pierre Klossowski, testo impossibile preferito da Bene che Montanari coinvolge per realizzare la sua prova più radicale. Dopo una serie di conversazioni, lettere e incontri – Bene considerando la prova impossibile e irrappresentabile, deciderà però di installare in un teatro di vetro istoriato con il testo di Klossowski per la sua Biennale Venezia di Teatro 1989 la Ricerca Impossibile.

E’ con la memorabile edizione 1990 di Ars Electronica di Linz dedicata alla Virtual Reality e alle nuove forme di cinematismo aperte dal digitale e dal computer, è grazie agli incontri e alle sedute filmate con le più geniali menti del momento William Gibson, Bruce Sterling, Jason Lanier, Marvin Minsky e Timothy Leary che Montanari rilancia la sua ricerca e la sua visione, oltre.

Tutto il flusso di lavoro febbrile degli anni 80 nel segno della vertigine di una possibile cinefilosofia in quegli anni preconizzata da una parte dal grande filosofo francese Gilles Deleuze e dall’altra dalla prassi audiovisiva di Enrico Ghezzi, incontra lo slancio iperfuturista delle nuove forme di cinematismo interattivo e virtuale. Un incontro fatale che si coagula in un progetto titanico ideato per la Biennale Cinema di Venezia. Nei pressi del centenario del Cinema 1994 concepisce e avvia con la Biennale di Venezia un progetto “filmosofico” titanico, dedicato alla misteriosa energia del cinematismo, alla sua forma più industrialmente riconoscibile del secolo scorso – il Cinema – e dedicato alla sua forma futura, espansa oltre la fusione con la neo-realtà aumentata, in un iper-reale e post reale ancora inimmaginabile. Guy Debord, Jean-luc Godard, David Lynch, Jean-Marie Straub e Danielle Huillet , Carmelo Bene Hans Jurgen Syberberg, Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci, Philip Garrel, Abel Ferrara, Leni Riefensthal, Zbigniew Rybcynszky , Alexander Skurov, Werner Herzog sono solo alcuni di un tourbillion di conversazioni, viaggi, incontri, visioni, sceneggiature e riprese filmate sparse con molti dei massimi cineasti, filosofi e scienziati contemporanei che muovono Montanari tra Roma, Parigi, Londra, Berlino, New York fino a Los Angeles dove, quella che somiglia sempre di più alla mappatura della visione stessa, sembra per un momento trovare punto di volta.

PERIODO   LOS ANGELINO

Dopo un primo momento di euforia dove tra Lynch – Tim Burton – Coppola e Malick sarà il suicidio di Guy Debord e proprio Hollywood e la sua macchina industriale a disintegrare l’impossibile progetto che oramai si era espanso borgesianamente fino a coincidere con l’intero immaginario cinematografico umano. Nel 95 proprio a Los Angeles nasce Anastasia l’unica figlia avuta dalla relazione con Annette Bettin. In Italia sono gli anni di Tangentopoli, e come autoesiliatosi a Hollywood – amareggiato per la catastrofe morale e politica dell’Italia, Montanari scrive di getto una versione ambientata nell’Italia contemporanea de La Divina Commedia per la regia di Billy Wilder e con Roberto Benigni protagonista – progetto che si ferma a causa delle condizioni di salute di Billy Wilder. La Recherche, il progetto del centenario del Cinema si espande sempre di più, oltre l’impossibile – uno abissale scavo nel cinema hollywoodiano e mondiale – che lo trasportano tra scoperte e incontri unici sulle tracce di Bertold Brecht e Orson Welles, di John Ford Griffith e Chaplin fino a Skolimowski, Michael Snow, Stan Brakhage. Dopo un breve ritorno in Europa, il secondo momento hollywoodiano dove fonda anche una corporation cinematografica assieme a due soci, segna una corsa vertiginosa nel main stream hollywoodiano tra progetti, meetings con i capi degli studios, attori, parties. Corsa durante la quale Montanari ha modo di complottare con la rockstar internazionale del momento Marylin Manson e scrivere (assieme a Alessandro Camon) il film Son of Man (Mr. Pain). Uno scavo profondo nella stratigrafia del Cinema e dell’immaginario attraverso un analisi filosofico trascendentale in parte trascritto nelle pagine di Holywood/Hellywood, il suo ancora inedito e clandestino diario di quegli anni. Una scavo che lo condurrà sull’orlo dell’autodistruzione, alla seconda grande crisi esistenziale culminata nella separazione dalla moglie e dalla figlia.

Il ritorno in Europa all’inizio degli anni 2000 segna il contemporaneo coagularsi e espandersi oltre l’infinito della teoria e della pratica trascendentale che Montanari definisce filmosofica. La rottura e il superamento definitivo con il Cinema come spettacolo, con le arti, la televisione e persino con le scienze filosofiche, la disintegrazione e il superamento di ogni ambito e separazione raggiunge il culmine in atti performativi Live sempre piu radicali e “extra-spettacolari” come Eyepolcalypse 03 e Eyeorphany :seeing wth no one eyes . Atti che lo portano fuori da qualsiasi ambito e disciplina artistico-spettacolare. L’attacco di questi anni alle forme del vecchio “Cinema entertainment” e dell’audiovisivo filmato per sempre, spingono alle estreme conseguenze lo sviluppo di una forma di neo cinematismo Live, dove acting ripresa e proiezione accadono nello stesso momento e nello stesso set dove partecipano i “non più spettatori”. Una tecnica simultanea di cortocircuito con la “messa in scena di realtà” una post-situazione che disintegra, trasformando e trasvaluta ogni forma di spettacolo nel suo trascendimento radicale. Questa prassi teoretico filmosofica “ultra” si accresce e alimenta anche grazie alle incursioni nelle varie edizioni del festival di Cinema e Filosofia il Vento del Cinema ideato e diretto da Enrico Ghezzi sull’isola di Procida. Un festival dove le jam sessions di interventi incontri e filmaggi con cineasti, filosofi e artisti si espande a dismisura. Da Werner Herzog a Jacques Derridà, Giorgio Agamben, Koji Wakamatsu, Emanuele Severino, Bela Tarr, Herz Frank, Peter Sloterdick, Hans Jurgen Syberberg, Abel Ferrara, Borys Groys, Frederick Wiseman,

Prassi che ora Montanari sviluppa sempre di più alternandosi a eventi e performance Live come Aniconics, An American Flash, la personale On Cinema che lo spingono sempre più oltre ogni forma artistica consolidata. Fondamentali l’incontro e la collaborazione con Giorgio Agamben di uno dei più grandi filosofi contemporanei, del quale trascrive per il Teatro Valle Occupato di Roma uno dei suoi libri più fascinosi – Kore:la ragazza indicibile. Un “filmosofema teatrico” che disvela il mistero dei misteri eleusini e della nascita stessa del Teatro, cortocircuitando le immagini stregate e inedite del capolavoro maledetto e incompiuto L’Enfer di Georges Clouzot, trasformando la protagonista Romy Schneider in una Persefone ctonia e soprattutto riportando in scena Agamben, come attore protagonista assoluto dell’evento. Importante è anche l’incontro e la collaborazione con il fisico Carlo Rovelli con il quale e per il quale rielabora un Live Movie L’Immagine dell’Universo tratto dal libro di Rovelli che cos’è la scienza ? e altre performance di Live Cinema e post-Cinema come AniPad – Spettri del Web con Maurizio Ferraris. Newpressionism, un blackberry movie filmato durante l’omonima session di lancio della post avanguardia ideata e condotta dall’artista Miltos Manetas – con un gruppo eterogeneo di artisti tra i quali Enzo Cucchi, Amalia Ulman, Jon Rafman, e ancora BB6 per la Biennale Arte di Bucarest e TSNY (they saw nothing yet) performance a 3 con l’artista Nico Vascellari e Enrico Ghezzi al Raum di Bologna, preparano il salto quantico di EGH

EGH ( uno Starchild per tutti e per nessuno)

EGH è l’ultracosa che proviene dall’extra spazio di NEA – il progetto del 2005 è l’anno dello sviluppo di un nuovo progetto sconfinato, che proviene dalla ricerca e il lavoro su realtà virtuale e aumentata degli anni 80 – NEA un progetto di deterritorializzazione della realtà oltre ogni virtuality e augmentation di liberazione dal dogma ideologico di realtà – uno spazio extra territoriale extra internet stesso che dall’extra internet si espande all’extra realtà fisica. Progetto di dissoluzione del tempo, dello spazio e della realtà stessa – che esordisce con la regia in diretta dello spettacolo teatrale più lungo di sempre le 24 ore ininterrotte di Mount Olympus di Jan Fabre per il Roma Europa Festival e un webcasting live dalla capsula ovale Starchild studio che procederà per mesi coinvolgendo moltissimi grandi artisti e personaggi italiani e internazionali – da Patti Smith a Brian Eno, da Leonardo DiCaprio a Abel Ferrara, William Defoe e molti altri – cosi come persone normali di ogni provenienza. Progetto che culmina nell’evento speciale alla Biennale Cinema di Venezia 2016 con l’installazione dello studio Starchild e le riprese di avvio di OVALIS – il progetto di iperfilm e di oltreCinema più spinto di sempre per filmare e vedere il quale Montanari inventa il prototipo di una camera speciale di ripresa VR a 360° e visione simultaneo .

OVALIS (beyond the future)

EGH è il progetto di concepimento di un nuovo uovo-feto-stella bambina che segna il dischiudersi di qualcosa al di là – il superamento e annichilimento di ogni segno e cosa e il dischiudersi di uno Starchild (per tutti e per nessuno) che sarà OVALIS – il filmosofema dall’oltreCinema, il progetto del trascendimento finale, attualmente in lavorazione.

STORIE E SCENEGGIATURE 
Year Zero (ispirato da una conversazione con Michelangelo Antonioni)
Magneto M (con Lorenzo Miglioli)
Philip Redention (con Lorenzo Miglioli)
Rough People (con Lorenzo Miglioli)
Videomancer (Videomante)
Baphomet (da Pierre Klossowski )
The Electric Ant (da Philip K. Dick)
Atrocity Exhibition (da James Ballard)
News from the Sun (da James Ballard)
Warhol
Louise Du Neant (Louise del Nulla)
Divine Comedy (per Billy Wilder e Roberto Benigni)
Spider Porn
Son of Man (Mr. Pain – per Marylin Manson – scritto con Alessandro Camon)
Holywood/Hellywood (in forma di diario)
My Dolce Vita (con Lorenzo Miglioli e David Birke )
Ovalis (post scriptum)

FILMOSOFEMI:

Year Zero (da una conversazione telefonica con Michelangelo Antonioni 1983)
Redskins: neither Washington nor Moscow Live ( Londra 1986 non completato )
VR Virtual Romance ( con William Gibson, Bruce Sterling, Marvin Minsky, Timothy Leary, Jason Lanier. Ars Electronica Linz 1990)
VIDEOMANCER/VIDEOMANTE ( Imola 1991)
MNEMOCYNE (100 anni di Cinema Roma-Berlino- New York -Londra -Los Angeles 1994/2021)
Videorama ( Milano-Los Angeles- Berlino – Roma- Parigi 1994/2010)
EYEPOCALYPSE 03 (Bologna Raum 2003 ) (2003)
Il Vento del Cinema (incursioni) (Procida Film Festival 2004/2009
NEA (world wide web 2005)
Eyerophany: seeing with no ones eye (Bologna Netmage Festival 2007)
Nymphosophia:Tying Tyffany (Bologna 2007)
Aniconism:Anna Nicole Smith (Roma 2007)
Bill is dead (with David Carradine) : an American Flash (Los Angeles 2007)
My Dolce Vita (Roma/Los Angeles 2008/2009)
Fellini Shining ( 4 minuti e 48 sec) (Rimini 2009)
Leonardo DiCaprio Paparazzi Incident (con Bernardo Bertolucci. Roma 2010)
On Cinema (Roma 2010)
Kore, la ragazza indicibile (Roma Teatro Valle Occupato 2010)
L’immagine dell’Universo (Roma Teatro Valle Occupato 2011)
AniPad (Spettri del Web ) (Roma Teatro valle Occupato 2011)
Full Metal Joker (Festa del Cinema di Roma 2012)
Newpressionism (134 min) (Istituto Svizzero Roma 2014)
BB6 (Bucarest Biennale of Arts 2014)
TSNY: They saw nothing yet (Bologna Raum 2014)
Hey(bleedin)guys! (per Codalunga di Nico Vascellari a Roma) (2014)
Full Metal Juventude em marcham (2014)
Serajevo Shooting (con Bela Tarr) (2015)
Jan Fabre’s Mount Olympus (co-regia lIve web con Enrico Ghezzi. Roma – 2015)
Il Vento del Cinema di Werner Herzog (Procida 2006/2016)
E G H ( con Enrico Ghezzi, Brian Eno, Patti Smith, Abel Ferrara altri. Dal 2015 Roma – Venezia world wide web )
O V A L I S (the prequel) (alla Biennale di VENEZIA – 213 min) (dal 2016 in lavorazione)
Return to WHITE EYELAND (dall’oltreCinema) (Milano Film Festival 2017)

FILIOS Filmosophorum (filiosofema su mio padre – 2018-2021)

Il Giardino di Giordano ( Cantieri Napoli 2020)

SELF-PORTRAIT of the SELF (2020)

WHITE EYELAND

my new filmosopheme shot by Michelangelo Antonioni and Enrico Ghezzi along 57 years spatialized along an 85 foots ciclorama screen. 110 minuts visible and explorable like an island in 7 minute and 30 seconds. An infinite loop. An eternal return of ten days. coming soon at Milano Film Festival and around the world.EYELAND header con info

me and Morgan performing at Cubo Festival 2017. dedicated to Tommaso Landolfi

beckettiani 4

Brian Eno films Emiliano Montanari

Arts mastermind BRIAN ENO films EMILIANO MONTANARI taking the camera from his hands and pointing it on the face of the cineartist. A genius Post-Situationist act form a genius Artist.

http://www.egh.guru/2015/12/14/brian-eno-films-emiliano-montanari/

Eno films Emi oval

filming Patti Smith with Abel Ferrara and Willem Dafoe

Patti Smith meets Abel Ferrara an Willem Dafoe – filmed by Emiliano Montanari and Abel Ferrara

http://www.egh.guru/2015/12/14/abel-ferrara-meets-patti-smith-and-willem-dafoe/

abel patti willem lanny

 

 

 

filming #AsiaArgento inside the #Arkovo of e g h

filming Asia Argento inside the arkovo of  e g h. with enrico ghezzi

filming Asia B and W

 

Directing the video live of Jan Fabre’s Mount Olympus

directing the live video web streaming of Jan Fabre’s Mount Olympus at Teatro Argentina in Rome for Romaeuropa Festival

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